© Patrizio De Priori - rev. 1996
Che cosa è un orchidario?
Scoprilo leggendo le righe che seguono.
Argomenti
• L'orchidario in cantina
• Requisiti necessari dell'ambiente per la collocazione dell'orchidario
• I vantaggi della coltivazione in cantina
• Il progetto dell'orchidario
• L'assemblaggio
• Il mio orchidario
• Istruzione per l'uso
Coltivare le orchidee in casa è il sogno di molti, ma spesso si rinuncia, pensando alle difficoltà di ricreare nell'ambiente domestico le condizioni adatte per crescere le piante, nonché ai problemi più pratici come gli inconvenienti creati dalle nebulizzazioni o spruzzature. Se proprio si è scartata quest'opportunità, perché invece non tentare di coltivarle in cantina, in garage, nel ripostiglio o in mansarda?
Senz'altro si riuscirà a trovare uno spazio più o meno ampio. Per alcuni sarà l'occasione di riordinare questi ambienti poco frequentati .
D'ora in poi userò solo il termine "cantina", ma è sottinteso che il discorso sarà valido anche per gli altri casi. È un'idea non certamente nuova, ma lo è il materiale utilizzato.
Il modello illustrato è stato personalmente studiato e sperimentato ed ha dato ottimi risultati.
L'orchidario in cantina
La mia proposta è la costruzione di un orchidario, cioè una piccola serra per ambienti interni. L'impegno finanziario è strettamente legato ai materiali usati, alle tecniche costruttive e alla vostra disponibilità per l'assemblaggio. I maghi del bricolage non avranno problemi.
Requisiti necessari dell'ambiente per la collocazione dell'orchidario
Si adattano meglio gli ambienti non riscaldati direttamente; comunque: per poter crescere tutte le specie ed ibridi di orchidee, dimensioni delle piante permettendo, l'ideale di temperatura sarebbe fra i 7° ed i 12° C (minima invernale). La tabella qui di seguito indica, in linea di massima, l'optimum di coltivazione raggiunto, in rapporto ai livelli di temperatura degli ambienti in esame.
Temperatura minima notturna periodo invernale del locale dove viene allestito l'orchidario:
|
Temperatura ambiente in °C
|
Coltivazione orchidee da serra
|
| 2
- 5
|
fredda
|
| 5-7
|
fredda e intermedia
|
| 7-12
|
fredda-intermedia e
calda
|
| 12-17
|
intermedia e calda
|
| 17 - 20
|
calda
|
Come abbiamo visto, le temperature ci permettono una
vastissima possibilità di scelta di orchidee.
Inoltre nella cantina è indispensabile una presa di
corrente dove collegare l'impianto elettrico.
Se manca l'allacciamento idrico, possiamo usare
l'innaffiatoio in assenza della rete fognaria si recuperano
le acque di scarico convogliandole all'esterno per mezzo di
una pompa, magari prelevata da una lavatrice in disuso.
I vantaggi della coltivazione in cantina
Ci sono parecchi punti a sostegno di questo lavoro, con
evidenti vantaggi per le piante, per noi e l'ambiente
circostante.
A beneficio delle piante abbiamo:
- umidità costante, con punte più alte a lampade spente.
- temperatura costante, maggiore a lampade accese e
viceversa; in più, se la temperatura della cantina è
compresa tra i 7° ed i 12°C, lo sbalzo termico di parecchi
gradi che si viene a creare all'interno dell'orchidario,
stimola efficacemente lo sviluppo della fioritura di
parecchie specie:
- luce dosabile per durata e intensità a seconda delle
esigenze delle piante
- fioritura abbondante.
A favore nostro e dell'ambiente circostante:
- tempi di manutenzione ridotti anche con elevato numero di
esemplari;
- attenzioni minori durante i lavori non avendo carte da
parati, moquettes, tendaggi o altro attorno a noi;
- disinfezioni, disinfestazioni e pulizie ridotte, veloci e
che non creano eccessivi problemi, ammesso siano
necessarie.
Il progetto dell'orchidario
La base del progetto è un orchidario a forma di
parallelepipedo aperto solo nella parte frontale.
Le dimensioni dipendono da alcuni fattori importanti quali:
• altezza delle
piante, considerando anche quando sono in fiore
• grandezza dei
vasi o delle zattere, si deve tener conto anche di
eventuali debordamenti delle piante durante la crescita
• numero di
piante da collocarvi
• spazio
disponibile in cantina
In tabella sono indicate le dimensioni ottimali, bisogna
ricordarsi inoltre che più è alto l'orchidario più intensa
deve essere luce, in alternativa bisogna aumentare il
periodo di accensione delle lampade.
|
larghezza (l)
|
altezza (h)
|
profondità (p)
|
| da 0,7 a 2 m
|
da 0,7 a 1,2 m
|
da 0,7 a 1 m
|
Prima di passare alla descrizione dell'orchidario,
esaminiamo alcuni punti importanti.
Iniziamo con la fonte di luce.
È più conveniente impiegare i neon perché non sviluppano
eccessivo calore e consumano meno energia. Per stimolare
efficacemente la crescita delle piante sono migliori i neon
adatti alle piante tipo Grolux o Flora, abbinati a neon a
luce hianca di 5600°K. Con un orchidario profondo 60cm se
ne devono mettere almeno 2 per tipo, ma se l'altezza
dell'orchidario supera i 70cm è meglio metterne 3 per tipo.
Le lampade vengono ovviamente installate nel cielo
dell`orchidario. Per motivi di sicurezza si deve isolare
(secondo le norme vigenti) la fonte di luce con una lastra
di vetro traslucida, alcuni probabilmente ne faranno a
meno, ma a loro rischio e pericolo, per questa fascia di
persone indico comunque questi accorgimenti:
In commercio esistono delle cuffiette apposite per i neon
che vengono inseriti negli acquari, tali cuffie, che sono
in materiale siliconico, funzionano da portaneon e isolano
efficacemente i contatti con l'umidità esterna.
Quando operiamo con le innaffiature, togliamo la corrente
all'impianto elettrico.
Facciamo molta attenzione nell'eseguire i vari collegamenti
elettrici: essi non devono mai entrare in contatto con
l'acqua. Per questo motivo teniamo i fili sempre in alto ed
eseguiamo le giunzioni all'esterno piuttosto che
all'interno dell'orchidario. Non dimentichiamoci di
eseguire i collegamenti di terra.
Se riteniamo questo compito poco adatto a noi, chiediamo
l'aiuto di un valido elettricista. Ai capi della lampada o
dei gruppi di lampade, come si osserva nello schema
elettrico, poniamo sempre un interruttore: esso ci
pemetterà di accendere i vari scomparti separatamente.
Eviteremo così altri sprechi di energia, qualora non
vengano utilizzati. Tutti i teminali fanno capo
all'interruttore generale dell'impianto elettrico. Per
rendere automatica l'accensione, si può installare un timer
programmabile come quelli impiegati per l'azionamento delle
caldaie. La ventilazione è anch'essa importante e
indispensabile. Infatti la maggioranza delle orchidee vive
ancorata agli alberi, per cui le radici a contatto diretto
dell'aria, dopo un acquazzone, si asciugano velocemente. Se
nel nostro caso non pratichiamo un minimo di ventilazione,
nel giro di poco tempo ci ritroveremo a coltivare muffe e
funghi. Si può generare l'aria con un piccolo ventilatore a
velocità regolabile da installare preferibilmente sul cielo
dell'orchidario per ovvi motivi di sicurezza; esso non
dovrebbe attingere solo aria nuova dall'esterno, ma
smuovere quella interna densa di umidità, al limite si può
praticare qualche foro per consentire un minimo ricambio
d'aria con l'esterno. Attenzione: la velocità deve essere
tarata al punto da creare una leggera brezza (le correnti
d'aria sono dannose alle piante).
Inserendo un altro timer possiamo azionare la ventola ad
intervalli regolari di 15 o 10 minuti continui, intercalati
a 15 o 10 minuti di riposo.
In figura viene illustrato lo schema semplificato di
collegamento, farà certamente inorridire gli esperti di
impiantistica, ma è più comprensibile a chi non conosce la
simbologia corretta (nel disegno non vengono raffigurati i
reattori per il funzionamento dei tubi).
Per la temperatura non esiste alcun problema sempre che i
valori rimangano entro i limiti indicati in tabella. Avendo
una cantina con la temperatura minima superiore ai 7°C e
accendendo le luci durante il giorno, automaticamente il
calore prodotto dall'illuminazione provvede a riscaldare
l'orchidario.
I valori più alti vengono raggiunti nel corso della
giornata. Se invece, la temperatura è sotto il limite
occorre usare un metodo diverso e andare, in un certo
senso, contro natura. Si accendono le lampade di notte,
favorendo l'innalzamento termico e si spengono di giorno
quando la cantina è più calda.
Evidentemente, non va bene accendere di notte per una
settimana e di giorno nella seguente. Appurato che la
cantina sia molto fredda nella stagione invernale, usiamo
in partenza il secondo sistema. Nelle innaffiature
prendiamo il solito tubo di gomma con una prolunga rigida
di circa 60 cm e il getto terminale a doccia. La prolunga
permette di arrivare agevolmente in tutti i punti
dell'orchidario. Serve anche il fedele spruzzatore, usato
soprattutto per nebulizzare, quando scende il tasso di
umidità. Ricordatevi di bagnare le piante poco dopo
l'accensione della luce, dando il tempo all'acqua
depositata nei colletti delle foglie di evaporare
completamente prima del riposo notturno. Lo scarico deve
essere dimensionato alla portata d'acqua introdotta:
abbiate cura di praticarlo nel punto più basso della vasca.
Sul fondo è indispensabile distribuire uno strato di
argilla espansa, essa provvede a trattenere una modesta
riserva d'acqua, cedendola nel tempo e assicurando umidità
nell'ambiente, inoltre, tiene rialzati i vasi, bisogna
ricordare che le radici a contatto diretto e continuo con
l'acqua marciscono in poco tempo.
A chi possiede molte orchidee miniatura, posso consigliare
di appenderle ad una rete plastificata precedentemente
agganciata alla parete dell'orchidario stesso.
L'assemblaggio
Esiste in commercio una vasta gamma di materiali
disponibili per la costruzione: si tratta solamente di
decidere secondo i gusti personali e quelli del nostro
portafogli ma, visto che la destinazione dell'orchidario
sarà la cantina, è inutile, secondo me, spendere parecchi
quattrini per renderlo esteticamente perfetto. Badiamo
invece alla funzionalità e impieghiamo una volta tanto
l'arte del "...fai da te...".
Gli esperti in saldature metalliche possono comporre
l'intelaiatura usando profilati ad -L- di 2 o 4 cm,
rivestendoli poi con un lamierino sottile, mentre il fondo
deve avere uno spessore adeguato. Ricordatevi alla fine di
praticare il foro di scarico dell'acqua. Date un paio di
mani di antiruggine ed altrettante di smalto sintetico
lasciate asciugare molto bene e concludete l'operazione
montando l'impianto elettrico. Gli artisti del chiodo e
martello possono eseguire l'intelaiatura scegliendo un
legno tenace e ben stagionato a sezione quadrata di 5 o 6
cm di lato. Interpellate un lattoniere che vi costruisca la
vasca di fondo. Nel frattempo rivestite la parte esterna
con fogli di compensato o di laminati plastici. Verniciate
isolando perfettamente il legno dall'acqua. Quando si è
bene asciugata la vernice, siliconate le eventuali fessure,
poi inserite il lavoro fatto dal lattoniere e, al termine,
collocate il circuito elettrico.
Il mio orchidario
Insoddisfatto in parte dei materiali comuni, come quelli
appena considerati, mi sono rivolto ad un rivenditore di
materiali plastici che mi ha fornito un prodotto di PVC
poroso all'interno di ottime caratteristiche perché non
ammuffisce e non si degrada facilmente, è di colore chiaro
per cui riflette bene la luce, inoltre è molto facile da
lavorare. L'ho acquistato con uno spessore di 10 mm per
fare in modo che la struttura diventasse autoreggente. Un
orchidario come quello descritto, si monta in poche ore con
un esiguo numero di strumenti e attrezzi.
Bastano un seghetto alternativo, una squadra, un metro, una
matita, un rotolo di nastro adesivo largo (per tenere unite
le parti appena incollate) e un piccolo trapano. Se non
possedete il seghetto, potrete farvi tagliare i pezzi su
misura dal rivenditore stesso o da un falegname.
L'illustrazione si riferisce appunto all'impiego di tale
materiale.
Il materiale si incolla facilmente con collanti adatti,
richiedeteli al fornitore. I collanti agiscono sulle parti
sciogliendole e legandole stabilmente in 24 ore circa, per
cui la vasca di fondo viene ricavata direttamente nella
struttura dell'orchidario. Una volta tagliati, incollati e
assemblati i pezzi, ho inserito l'impianto elettrico, poi
mi sono accertato di eventuali perdite d'acqua a fondo
fasca. Nella zona frontale, come chiusura, ho usato un
semplice foglio di celophane fissato solo in alto per
favorire un minimo di ricambio d'aria senza perdere
eccessiva umidità. Infine ho corredato l'orchidario con un
termometro a minima e massima ed un igrometro.
Istruzione per l'uso
Prima di porre le piante all'interno dell'orchidario,
sterilizzate l'argilla espansa immergendola, per una decina
di minuti, in un secchio d'acqua contenente un bicchiere
circa di varechina (candeggina comune). Scolate l'argilla,
sciacquatela e distribuitela uniformemente nelle vasche.
A questo punto introducete finalmente le vostre orchidee.
Mettete il timer luci con l'accensione diurna o notturna
per una durata di 14-16 ore. Impostate anche il timer della
ventilazione e regolate la velocità al minimo. Innaffiate
abbondantemente una volta alla settimana, appena si sono
accese le luci o quando vedete che il substrato si è
asciugato anche in profondità. Concimate le piante che sono
in crescita vegetativa, cioè quando emettono i loro
germogli, meno le altre. Dopo 2 o 3 ore dall'irrigazione
segnatevi il valore indicato dall'igrometro e lasciate
tranquille le piante un paio di giorni. Al terzo giorno
controllate il tasso di umidità relativa. Se è calato di 30
o 40 unità, date una spruzzatina, ripetendo le operazioni
nei giorni seguenti fino alla bagnatura successiva. Al
termine della settimana controllate il composto nei vasi.
Trovandolo ancora impregnato d'acqua è meglio rinviare
l'innaffiatura.
Prima di concludere, desidero precisare ancora alcune cose:
Usate questo orchidario come ricovero delle orchidee
durante i mesi freddi, perché le condizioni stagionali non
permettono la coltivazione all'esterno.
Di norma rincasate le orchidee da serra calda quando la
temperatura minima scende al di sotto dei 12-15°C, quelle
da serra intermedia intorno ai 10-12°C e quelle da serra
fredda sugli 8-10°C. Le riporterete all'esterno quando le
temperature ritorneranno sopra ai valori accennati.
Ricordatevi di riabituarle gradatamente alla luce solare,
proteggendole almeno per le prime settimane con schermature
adatte per evitare scottature alle foglie.
Vi auguro buon lavoro.
Per richieste sulle orchidee dal 1 luglio 2010 non
rispondiamo più via E-mail, ma attraverso il nuovo blog.
Per cui ogni comunicazione deve essere effettuata
attraverso il blog stesso che trovate al seguente link:
Blog moderato sulle orchidee.
