© Enzo Rustici - febbraio 2003
Argomenti
• Introduzione
• L'idea
• La costruzione
• Dati tecnici
Introduzione
Iniziamo con il dire che mi appassiona e non ho difficoltà nel ricreare ambienti che sono diversi dal nostro.
Mi ha sempre affascinato avere in casa un angolo che mi ricordi ad esempio il Rio delle Amazzoni con i relativi pesci, oppure un pezzo di giungla con i suoi animali.
Bisogna però ricreare le stesse condizioni di vita, anche per non far soffrire gli animali o le piante che poi vengono inserite in questi ambienti.
L'idea
Ma veniamo alle orchidee
Alcuni mesi fa ho conosciuto due splendide signore che abitano a due passi da casa mia.
Splendide perché hanno veramente il cosiddetto 'pollice verde', nutrono una grande passione per tutti i fiori in genere: la signora Annalisa e la signora Annette, quest’ultima di origine inglese e questo dice tutto riguardo all’attrazione che ha verso i fiori.
Da loro ho appreso le prime nozioni circa l’ambiente necessario per la crescita, la vita, e la fioritura delle orchidee. Faccio presente che queste signore coltivano orchidee in casa senza l’uso dell'orchidario (plantarium) e, sentendole parlare dei problemi della temperatura e dell'umidità, è scattata in me l’idea di ricreare un ambiente che si avvicini il più possibile all’habitat naturale di queste piante e questo si può fare, secondo me, solo costruendo un orchidario da appartamento.
La costruzione
La sua costruzione è stata abbastanza facile anche se un po’ costosa. Il vetro e il legno hanno ormai raggiunto prezzi astronomici non parliamo poi di colle e vernici.
La mia pignoleria, poi, ha molto influito sulla spesa anche perché sono sempre alla ricerca di materiali migliori e aggiungo particolari che poi risultano superflui (come la resistenza che doveva riscaldare la base dell’orchidario che poi è risultata inutile in quanto i tubi fluorescenti da soli mantengono la temperatura interna intorno ai 20°C).
Come si può vedere dalla foto ho inserito un cassetto a
tenuta d’acqua tra il contenitore di argilla espansa
e il doppio fondo. L'eccesso d'acqua che viene versato
sull’argilla viene raccolto nel cassetto, ciò evita
il ristagni pericolosi di acqua alle radici. L'argilla
invece permette di mantenere un umidità di circa il 60
– 70%.
Alcune difficoltà le ho avute con il ventilatore. Dapprima
esso era posizionato esattamente al centro di un foro fatto
nel cielo del plantarium, poi è stato spostato più verso
l’interno (anche su consiglio dell’amico
Patrizio) in modo da far circolare l’aria senza
aspirarne troppa dall’esterno. L’aria
dell’appartamento (specialmente in inverno con i
radiatori accesi) risulta troppo secca.
Adesso il tutto funziona bene. Di giorno l’umidità
oscilla tra il 60-75%, la temperatura intorno ai 20-21°C;
di notte si aggira sugli 80-90% con 17-18°C.
Le piante che ormai da due mesi affollano
l’orchidario crescono bene, fioriscono
rigogliosamente phalaenopsis, paphiopedilum e rodriguezia e
così anche per bulbophyllum, angraecum e oncidium. Sta
iniziando ora la fioritura di Oncidium papilio e
di Aerangis carnea.
Il tutto fa bella mostra nel mio salotto tra i due divani.
Dati tecnici
Le misure del mio plantarium sono:
40 cm di profondità
100 cm di altezza
100 cm di larghezza
Luci usate
2 tubi fluorescenti tipo grow 18 watt
2 tubi a luce bianca 18 watt.
Costi
Solo l'orchidario intorno ai 500 euro.
Tempo di lavorazione
Una settimana circa.
Un saluto a tutti gli appassionati.
Per richieste sulle orchidee dal 1 luglio 2010 non
rispondiamo più via E-mail, ma attraverso il nuovo blog.
Per cui ogni comunicazione deve essere effettuata
attraverso il blog stesso che trovate al seguente link:
Blog moderato sulle orchidee.
